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Il presunto necessario

11 Maggio 2012

Le macchine muovono tutta la città.

Come un tumore che dirama nei tessuti
ognuno di noi porta quel tanto di maligno
che scompiglia
il marittimo senso di pace,
ognuno tentacola lungo meandri di strade
la propria confusione
la propri scia d’impellenza,
ognuno porta un mondo
che urla solo per sé
il presunto necessario

A mezzodì
in Piazza Dante
coaguli di folla sembra non abbiano meta:
tra sentori di caldarroste e nuovi hamburger
dilazionati da paninoteche ambulanti
sotto un cielo d’un azzurro inesistente
che senso ha l’amarti?

Napoli è come il nostro campare ormai
inacidito
ormai fatto di sequenze d’orari da rispettare
(mezz’ora e però la “vi-sette” neanche passa!)
come questa nostra asciutta vita
d’automi salariati

Ma poi a sera la nebbia sui lampioni del lungomare…
la luna per fatti suoi pur sempre si rispecchia
e crea ghirigori di luce sul mare
non previsti dal computer…
È questo il segreto cuore che dobbiamo dirci
noi tutti senza timore
d’esser tacciati per poeti

fabbricanti unici dell’irreale verità!

(Poesia tratta dal libro “Cuordileone nella città automatica”, di Giuseppe Vetromile, Ed. Presenza, Striano, 1990)

From → Poesie

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